Languishing
da lockdown

Languishing da lockdown

Né depressione né mancanza di speranza, quello che proviamo è “languishing”.

Guardare la nostra vita come da un finestrino appannato. Non è depressione, non è mancanza di speranza: quello che ci sta accadendo in questo 2021 è il “languishing”, secondo una definizione coniata dal New York Times. Dopo un lungo periodo di lockdown sono venuti meno tutti gli obiettivi prefissati e ci troviamo a “languire”.

“Il rischio principale di questo stato è di diventare insofferenti e insofferenti alla nostra insofferenza, oltre che indifferenti e indifferenti alla nostra indifferenza”, spiega la psicoterapeuta Sara Piattino, durante un intervento alla trasmissione ‘Al servizio de pubblico’ su Primocanale  “Il primo passo da compiere è ammettere ciò che si sta provando, anche perché non siete i soli a trovarvi in questa condizione”. 

Adesso con le prime riaperture ed un progressivo ritorno alla socialità, è tempo di riprendere in mano la propria vita, ricordando di dedicare dei momenti nel corso della giornata per se stessi.


Per uscire dal torpore, bisogna darsi degli obbiettivi, ma non a lungo termine. Per dirla con un acrostico, O.R.A.
Obbiettivi
Raggiungibili
Adesso